Nella vita ci sono un'alba e un tramonto ogni giorno.
E tu puoi scegliere di essere presente, puoi metterti sulla strada della bellezza.
(Wild)

Dalla Primrose Hill, a soli 67m slm si domina tutta Londra.
Dalla Primrose Hill, a soli 67m slm si domina tutta Londra.

Londra, il tempo che passa, la vita che scorre

I mille motivi per cui amo Londra e non smetterò mai di tornarci

Mi sono sentita spesso chiedere negli ultimi giorni: “Perché torni di nuovo a Londra?”. In effetti è strano anche per me questo desiderio che mi spinge periodicamente a rivederla, io che sono famosa per perdermi per non ripetere due volte la stessa strada, pur di vedere qualcosa di nuovo.

Di tutte le città che ho visto è l’unica in cui continuo a ritornare, almeno ogni paio d’anni. E non mi stanco mai. E ci tornerei di nuovo domani.

Come molti posti che amo però non ci vivrei. Londra è il mio appuntamento per vedere a che punto siamo, per vedere quanto è stato fatto (nella mia vita) e quanto ancora resta da fare, ad ogni colloquio con questa città. Ecco perché cerco anche di presentarmi bene, pettinata, con lo smalto alle unghie, truccata, per farmi trovare in ordine e sperare in un giudizio non troppo severo. A Londra mi sento in dovere di presentarmi al meglio, perché è una città esigente, che tanto ti da e tanto ti chiede.

Ma come è nata questo rapporto? Risale tutto al mio primo incontro con Londra, molti anni fa.

Era probabilmente il periodo peggiore della mia vita, non avevo più nessuna certezza né punto fermo, niente a cui rimanere aggrappata se non il mio piccolo monolocale appena preso in affitto nella prima periferia di Padova e un lavoro che già odiavo. Tutto il resto non c’era più e la scelta era stata mia.

E così sono partita. Quindici giorni da sola in questa grande città, con l’intento di imparare una lingua e provare a riscoprire chi ero io guardandomi negli occhi degli sconosciuti che nulla sapevano di quello che mi stava accadendo.

E mi ha dato un bel colpo di grazia.

Le prime 24 ore sono state addirittura peggiori.

Sola, incapace di esprimermi e totalmente inadeguata.

Arrivata al residence che sarebbe stata la mia casa dopo un viaggio abbastanza allucinante, ho trovato una stanza lurida, all’ultimo piano, con la finestra rotta che non si chiudeva. In febbraio.

La moquette veniva direttamente da qualche scena del crimine, mancava solo il nastro intorno. Il bagno era appiccicoso anche fin sulle pareti e le lenzuola… bè… io ci ho visto la Sindone ma non voglio essere blasfema.

Fatta aggiustare la finestra dal reticente portiere sono uscita in cerca di disinfettanti, lenzuola e asciugamani per migliorare la situazione e mi sono persa in una Londra completamente deserta tra la nebbia e la pioggia. Avrei scoperto poi che c’era un’importante partita di rugby e tutti erano chiusi nelle case a guardarla. Negozi e pub chiusi, strade vuote come in una città fantasma. Un po’ quello che stava succedendo nella mia testa in quel momento.

Sono riuscita a ritrovare il residence solo molto tardi la sera, dopo ore trascorse girando a piedi per il quartiere di Islington.

La notte è trascorsa tra pianti ininterrotti e odore di disinfettante, nel più totale sconforto.

Un ottimo inizio.

Se ci ripenso ora vorrei potermi rassicurare, dirmi che tutto sarebbe andato bene, che era solo un brutto momento e che di li a poco avrei sorriso di nuovo. Che un giorno sarei stata una persona più sicura e avrei girato il mondo senza nessuna paura, sentendomi sempre al posto giusto nel momento giusto.

Il giorno dopo ho conosciuto delle persone fantastiche e siamo diventati inseparabili. Per inciso anche loro stavano chiusi in camera a piangere la notte precedente.

E anche la città che il giorno prima mi era sembrata così fredda e brutale ha cominciato a sorridermi.

Le giornate sono passate rapidissime, tra lezioni di inglese, pub, musei, feste e negozi. E mi sono ritrovata a sorridere di nuovo. Anzi di più. Ad avere il mal di pancia dal ridere.

Il Tamigi, spesso cupo e malinconico ma anche pieno di poesia.
Il Tamigi, spesso cupo e malinconico ma anche pieno di poesia.
Le bolle di sapone di un artista di strada lungo il Tamigi.
Le bolle di sapone di un artista di strada lungo il Tamigi.

Se frugo nel cervello in cerca delle sensazioni che mi da questa città, senza cercare di esprimerle con le parole, sento proprio questo:

la pancia che mi faceva male per le troppe risate;

l’aria fredda che mi colpiva il viso quando ci sbattevano fuori dal pub all’orario di chiusura, e poi dal successivo e poi dal successivo;

il respiro pesante per le corse per prendere l’ultima metropolitana della notte, puntualmente persa;

le conseguenti camminate di notte tutti vicini per scaldarsi con la tecnica dei pinguini;

le braccia di un inglese tarchiato che mi solleva di peso e mi appoggia di fianco lui durante una serata in discoteca. Io che penso: domani i miei leggeranno sul giornale “ragazza italiana rapita e uccisa a Londra”, invece mi aveva solo tolto dalla traiettoria di una bottigliata in una rissa;

il vento gelido sul Millennium Bridge, sempre, in ogni stagione, come il cielo azzurro dietro la cupola di St. Paul;

le pigre mattinate al British Museum, per goderselo un po’ alla volta, con calma;

la confusione dei mercatini, da Camden Town e Covent Garden fino a quelli più piccoli e meno noti;

l’immancabile odore di cibo fritto ad ogni ora;

le scarpe che butto via ogni volta che ci vado, a causa del troppo camminare;

la musica degli artisti in metropolitana;

il brillare delle decorazioni di Natale a Covent Garden;

il caos e le anatre in vetrina a Chinatown;

il freddo delle lunghissime passeggiate lungo il Tamigi;

le ore a vagare dentro la Tate Modern, appuntamento che non manco mai;

il piccante del panino con falafel di “Falafel King” a Notting Hill;

il caldo del bicchiere di caffè di Starbucks in mano…

potrei continuare ancora a lungo. Sono tantissime le emozioni che mi ha lasciato questa città. E che continua a darmi ad ogni incontro. Soprattutto in questa ultima volta, in cui mi sono resa conto che di fatto Londra non ancora non la conosco, c’è ancora tantissimo da esplorare.

La follia di Camden Town, il selfie del cappellaio matto.
La follia di Camden Town, il selfie del cappellaio matto.
Camden Town, uno dei miei quartieri preferiti.
Camden Town, uno dei miei quartieri preferiti. Se andrò a Londra altre 1000 volte, andrò a Camden altre 1000 volte.

Le foto che ho scelto per questo articolo non sono le più belle o le più interessanti che ho scattato, ma sono quelle a cui sono emotivamente legata, in fondo di questo si parla in questo articolo… di emozioni più che di come viaggiare in questa città!

Stanchissima al British Museum con il fantomatico teschio di cristallo. Foto del 2014.
Stanchissima al British Museum con il fantomatico teschio di cristallo. Foto del 2014.

Anche quando le cose non vanno proprio per il verso giusto. Ad esempio due anni fa ci hanno rubato il portafoglio con documenti, soldi, carte di credito e cassa comune e abbiamo dovuto passare una notte alla polizia e il giorno dopo in ambasciata  e consolato per avere i documenti provvisori per rientrare in Italia. E sul telefono arrivavano gli sms della carta di credito che veniva strisciata nei negozi prima che riuscissimo a bloccarla (era il Black Friday del Thanksgiving Day, negozi aperti fino a tardi… la fortuna…) e io che volevo provare ad inseguirli seguendo le tracce degli sms come si vede fare nei telefilm d’azione. Fortunatamente la polizia non era d’accordo.

Insomma ne è passata parecchia di acqua sotto i ponti tra me e Londra e mentre io sono cambiata molto dalla prima volta che ci siamo incontrate, posso dire di aver visto dei grandi cambiamenti anche in questa città solo in questa mia ultima visita.

Non lo so se sia colpa della Brexit, se sia la normale evoluzione di una città, ma i cambiamenti sono stati davvero tanti e molto evidenti.

Food court a Camnden Town.
Food court a Camden Town. Centinaia di sedie/scooter su cui godersi il pasto. Questo posto purtroppo non esiste più, attualmente stanno lavorando per riqualificare il lungo fiume, ma spero lo ricostruiranno così com’era. Foto del 2011.

Attualmente si sente parlare solo spagnolo ed italiano per strada, ma questo succedeva già da tempo. Trovare un inglese in centro a Londra ormai è veramente come cercare il famoso ago nel pagliaio. Ma la differenza è che sembra che la città si sia rassegnata a questo stato di cose, al punto che se vai in un pub e ordini una birra alla spina ti portano una Peroni, che per carità, sarà anche di proprietà giapponese, ma è prodotta e tradizionalmente legata all’Italia. Oppure Sangria. Sangria ovunque, ogni locale ha fuori la caraffa in bella mostra.

Le persone sono addirittura vestite. Che fine hanno fatto le ragazze inglesi sempre in canotta, con i sandali e senza calze in tutte le stagioni, anche con la neve? Quelle ragazze con il vero pelo sullo stomaco? Si sono estinte con l’ultima perturbazione?

I prezzi hanno subito strane fluttuazioni… i voli costano meno a mio avviso, ma gli hotel molto di più.

L’hotel due stelle dove vado di solito ha TRIPLICATO i prezzi. Si, triplicato. Magari dipende dal periodo, ma con la stessa cifra ho preso un cinque stelle in un’altra zona e scusate se è poco. Cibo ed extra invece sono rimasti sullo stesso livello, con la differenza che è più difficile dare mance.

Una volta entravi in un pub, ti sedevi, ordinavi da bere e da mangiare, venivi servito e poi te ne andavi lasciando la mancia.

Quello che mi è successo la settimana scorsa in tutti i pub, anche quelli che conoscevo e frequentavo da anni:

Entri. Ti siedi. Nessuno ti guarda. Poi leggi il cartellino che dice di ordinare al banco. Vai con il menù, ordini, paghi e torni al tavolo con i bicchieri pieni, un po’ frustrato perché in cassa ti hanno fatto innervosire perché non capivano quale era il tuo tavolo (non hanno il numero). Non ti viene certo voglia di lasciare la mancia, anche perché di fatto un servizio non c’è. Le prime volte l’ho lasciata comunque, poi sinceramente ho smesso.

Sarà un modo per avere meno personale, scoraggiare tutti gli stranieri che vengono a fare i camerieri e che senza mance non ce la fanno a sopravvivere, ma di fatto credo ci rimettano tutti.

Ma quello che mi ha fatto un po’ rattristare è stato rientrare in Italia in aeroporto dell’area “Extra-UE”… Strano rendersi conto che qualcosa è cambiato senza che nulla sia cambiato.

Gherkin
Quest’anno sono tornata al Gherkin. Lo avevo visto solo il primo giorno la mia prima volta a Londra. Mi ero persa nella City, pioveva ed ero molto triste. Non ci sono più tornata. Fino ad una settimana fa. Ed ho voluto fare lì una foto in cui sorrido. Il tempo passa, le ferite guariscono.

 

Ma in ogni caso come si fa a non amarla questa città? Spiegatemelo!

P.S.: l’inglese alla fine ancora non l’ho imparato… sopravvivo ma sono totalmente refrattaria all’apprendimento di questa lingua!

Le strade di Can Th
Le strade di Can Tho, tra mercati all'aperto, motorini e tetti di lamiera.

Una notte a Can Tho, nel delta del Mekong

Can Tho e quello che la vita ti insegna mentre sei distratto a fare qualcos’altro.

 

Dopo qualche mese ecco che torna prepotentemente il Vietnam a farmi ragionare sulla mia vita e su quello che ne sto facendo. In fondo i viaggi servono a questo, a cambiare la propria prospettiva e combattere la monotonia che alcune scelte comportano nella nostra quotidianità. In particolare non riesco a togliermi dalla testa una singola notte passata a Can Tho, nel delta del Mekong. Continue reading “Una notte a Can Tho, nel delta del Mekong”

Il sole lascia il posto alla luna in questo paesaggio extraterrestre, talmente fuori dal tempo che potrebbe essere anche inverno.
Il sole lascia il posto alla luna in questo paesaggio extraterrestre, talmente fuori dal tempo e dallo spazio che potresti trovarti ovunque e in qualsiasi stagione.

Zara, le isole Kornati e il mito delle pietre avanzate

Viaggio in un arcipelago selvaggio e semidisabitato ad un passo da casa nostra.

L’arcipelago delle isole Kornati è costituito da 152 isolotti, disposti in quattro ordinate file indiane, quasi tutti deserti e disabitati, e si trova nel mare Adriatico centrale più o meno dall’altezza di Zara a quella di Sibenik. Continue reading “Zara, le isole Kornati e il mito delle pietre avanzate”

Veleggiando in Croazia con Sailsquare!
Veleggiando in Croazia con Sailsquare!

Insonnia e risate in barca a vela

Il racconto della mia esperienza in barca a vela tra le isole Incoronate.

Quest’anno ho mischiato un po’ le carte in tavola e invece di usare agosto per le ferie lunghe come ho sempre fatto, spendendo una fortuna e dovendomi adattare al clima che trovi, questa volta ad agosto ho preso una sola settimana di ferie, ho prenotato all’ultimo momento e sono rimasta nella zona con il miglior clima in assoluto per il mese di agosto: il nostro mediterraneo!

Per evitare spiagge affollate e gironi danteschi ho unito due opzioni: Croazia e barca a vela. Continue reading “Insonnia e risate in barca a vela”

Gli ombrelli in cielo di Via Mazzini, Ferrara
Gli ombrelli in cielo di Via Mazzini, Ferrara

Appuntamento al Ferrara Buskers Festival!

Come ogni anno, puntuale ma sempre inaspettato come gli anticipi delle tasse, arriva il Ferrara Buskers Festival. Per me è un appuntamento che non manco da molti anni, è quasi un rito di fine estate, una cosa alla: “ok, agosto è quasi finito, ma c’è il festival dei Buskers quindi c’è ancora un po’ di estate a nostra disposizione, non tutto è perduto”. Continue reading “Appuntamento al Ferrara Buskers Festival!”

Il Salento, con il sole o senza sempre uno spettacolo.
Il Salento, con il sole o senza sempre uno spettacolo.

Pillole di Puglia vol. 1

Luoghi insoliti o reinterpretati per le vacanze in Puglia.

In queste calde giornate d’estate, quasi per tutti pre-ferie, vi parlo di un posto relativamente vicino, ma che ha fascino e carattere da vendere: la Puglia, ed in particolare il Salento!

In questo momento in cui nonostante i tentativi di concentrazione sul lavoro, il mollusco (cioè il cervello in versione sudato/estiva) continua a ripetere: mare mare mare, non riesco a non pensare a quei magnifici giorni in Salento, in quel periodo che sapeva ancora di tarda primavera, quando ancora pochissima gente  occupava le strette stradine e le baiette riparate. Continue reading “Pillole di Puglia vol. 1”

Scarponi abbandonati a due passi da Santiago.
Scarponi abbandonati a due passi da Santiago.

Cammino di Santiago for dummies

Manuale semiserio per l’aspirante pellegrino.

Finché ero in cammino verso Santiago e anche oltre (ma in realtà anche prima di partire!) ho tenuto un diario. Un piccolo quadernetto comperato ad Hoi An in Vietnam, confermando la tradizione che da ogni viaggio porto a casa un quadernetto dove scrivere del viaggio successivo. Ho riletto i miei appunti di quei giorni e sono stupendi. Tra le cose migliori che abbia mai scritto. Vi si legge la fatica, la gratitudine, la sorpresa di essere ancora in piedi e l’energia di un viaggio che ha lasciato un segno indelebile fino a sotto la mia pelle. E poi c’è questo: “Il manuale semiserio per l’aspirante pellegrino”. Continue reading “Cammino di Santiago for dummies”

Camminando verso Finisterre, la fine del mondo

Due passi fino a Santiago de Compostela

Emozioni a caldo e ricordi della mia breve esperienza verso Santiago de Compostela.

E’ passato qualche giorno da quando sono tornata da Santiago. Ci è voluto qualche giorno perché recuperassi la lucidità per scrivere di questa intensa ed emozionante esperienza. Breve e lo sottolineo, perché purtroppo mi è rimasta la sensazione di non avere concluso, che al mio percorso mancassero ancora delle tappe. Continue reading “Due passi fino a Santiago de Compostela”

Le ombre lunghe della sera.
Le ombre lunghe della sera.

In cammino per una nuova avventura!

Questa volta ad essere messo alla prova non è solo lo spirito ma è anche il fisico…

L’idea ronzava già dall’anno scorso ma quest’anno mia sorella ha deciso di partire da sola ed ecco che ho pensato di raggiungerla per l’ultimo tratto del Cammino di Santiago.

Tanti sono i motivi per cui non ho potuto partire già con lei. Da quelli lavorativi (se fossi già partita in questo momento avrei creato un grosso problema allo studio con cui collaboro e più probabilmente a me stessa!) a quelli legati a tutte le mie paure.

Paura che il mio corpo non ce la faccia.

Paura che i cattivi pensieri prendano il sopravvento.

Paura che anche gli altri si accorgano che non sono forte abbastanza. Continue reading “In cammino per una nuova avventura!”